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Progettazione e correzione acustica auditorium e sale conferenze

La crescente sensibilità nei confronti delle tematiche inerenti la qualità dell’abitato e più in generale del patrimonio edilizio ha determinato negli ultimi anni un maggior grado di attenzione rispetto alla tematica della qualità acustica degli ambienti confinati.

Particolare attenzione, in questo senso, deve essere rivolta alla progettazione acustica d’interni degli ambienti destinati allo svolgimento di attività legate al parlato o alla musica quali sale conferenze, videoconferenze, audioconferenze, sale riunioni, sale meeting, centri congressi, teatri e auditorium.

I parametri principali con i quali si valuta la qualità acustica di un ambiente confinato risultano essere il tempo di riverberazione (RT o T60) e l’indice di intelligibilità del parlato (Speech Transmission Index o STI):

T60 rappresenta il tempo che il livello di un segnale sonoro stazionario all’interno di un ambiente impiega per decadere di 60 dB.

Minore è il tempo di riverberazione e meno duratura risulta essere la persistenza del segnale sonoro all’interno dell’ambiente al cessare dell’emissione da parte della sua sorgente.

 

STI è un indice in grado di valutare il disturbo nella percezione del parlato dovuto alla presenza di rumore di fondo e/o di code sonore causate dalle scarse caratteristiche di assorbimento acustico dei componenti edilizi delimitanti l’ambiente confinato.

Lo STI assume valori compresi tra 0 (intelligibilità nulla) e 1 (intelligibilità perfetta). In linea di massima incrementando l’assorbimento acustico si ottiene un incremento dell’indice STI.

Esistono svariati riferimenti, cogenti e non, per quanto riguarda i valori cui tali parametri acustici devono ottemperare a seconda della tipologia e della destinazione d’uso dell’ambiente oggetto di analisi.
Tale assunto rimarca come la linea d’azione relativa all’incremento delle superfici fonoassorbenti e alla riduzione del tempo di riverberazione non possa essere intesa in senso assoluto in quanto la presenza di riverbero (controllato) può in realtà essere di giovamento in relazione a determinate attività svolte in ambienti chiusi.
Di seguito alcuni esempi tratti da letteratura tecnica o da norme tecniche nazionali italiane o internazionali.

Acustica auditorium e sale conferenzaEstratto del prospetto A.2 della norma tecnica UNI 11352:2014

Acustica auditorium e sale conferenzaProspetto G.1 della norma tecnica IEC 60268-16:2011

Entro certi limiti, variabili a seconda della destinazione d’uso dell’ambiente, il contributo delle riflessioni può infatti essere benefico.
Per esempio, nel caso del parlato, le prime riflessioni tendono a rafforzare il segnale sonoro anziché a “confonderlo”.
Con il termine “prime riflessioni” si intendono le riflessioni che giungono all’orecchio con un ritardo inferiore a 50 ms (millisecondi) rispetto al segnale diretto.
La progettazione acustica di ambienti interni di grande volumetria come gli auditorium, le sale congressi e conferenze, stanti tutte le variabili poc’anzi esposte, non può pertanto prescindere dalla figura del Tecnico Competente in Acustica, il quale grazie alla conoscenza della materia ed all’esperienza maturata sul campo è in grado di individuare materiali, metodi e soluzioni ottimali dal punto di vista acustico.

Oltre ai parametri fisici esistono una serie di indicazioni di corretta progettazione acustica che prendono le mosse dalla conformazione dell’ambiente.
Forme in pianta rettangolari sono preferibili a forme circolari o ellittiche. Per esempio, ai fini di una corretta diffusione del suono è bene evitare sproporzioni tra le dimensioni della sala, forme in pianta circolari, soffitti concavi, spigoli vivi e pareti parallele riflettenti (in presenza delle quali si origina il fenomeno dei flutter echoes).

 

Nella progettazione ex novo del trattamento acustico di auditorium, centri congressi e sale conferenze occorre altresì attenersi ad alcuni principi cardine in relazione alla distribuzione delle superfici fonoassorbenti nello spazio:

  • le pareti laterali devono essere trattate con materiali fonoassorbenti disposti in maniera alternata e con inserimento di elementi convessi per favorire la diffusione del suono;
  • il soffitto in prossimità del palco deve trattato con materiali riflettenti mentre al di sopra della platera con materiali fonoassorbenti;
  • la parete di fondo dell’auditorium deve essere trattata con materiali fonoassorbenti per limitare le riflessioni del suono.

Altri accorgimenti per una qualità del suono ottimale in ambienti auditorium prevedono che il livello sonoro di eventuali impianti di climatizzazione/ventilazione venga mantenuto basso per ottenere un buon rapporto segnale/rumore (cfr. STI) e che le superfici fonoassorbenti vengano distribuite in maniera tale da far sì che il parlato dei relatori o degli attori in scena presenti una certa uniformità all’interno dell’ambiente.
Di seguito si riportano alcune immagine tratte da un case history relativo ad un intervento realizzato da Oudimmo/Sonoryze® per il miglioramento della qualità acustica di un auditorium esistente.

Stante l’impossibilità di intervenire sulle pareti laterali dell’auditorium e sulla parete decorativa in vetro presente sul fondo dell’auditorium, l’intervento si è concentrato sul trattamento acustico del soffitto al di sopra della platea.

 

 

Chi usa i nostri prodotti:
Lamborghini Automobili, Istituto Luce Cinecittà, Panasonic, Unicredit, CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche, Verdena, Tommaso Colliva, DJ Prezioso, Edda Silvestri (Aimart) e molti altri.

Contattateci al nostro numero verde se avete dubbi o domande, oppure compilate il modulo per la consulenza acustica gratuita per richiedere un progetto acustico personalizzato: saremo ben lieti di aiutarvi a compiere un passo fondamentale per migliorare la qualità della vostra attività!

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