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Calcolo e posizionamento del punto di ascolto
 nelle control rooms in studio di registrazione

In questa pagina discuteremo di come calcolare e posizionare il punto di ascolto in una control room di uno studio di registrazione o home studio.

Nelle sale a pianta rettangolare o quadrata e senza soffitti inclinati (le più diffuse nell’edilizia in particolare in ambito domestico), le proporzioni tra le tre dimensioni ortogonali influiscono sul comportamento acustico della sala in special modo per quello che riguarda le basse frequenze.

In fase costruttiva, per ottenere una distribuzione modale più omogenea possibile, si potranno seguire le indicazioni delle proporzioni ideali studiate e proposte dalla letteratura scientifica di settore (vedi ad esempio: http://www.acoustics.salford.ac.uk/acoustics_info/room_sizing/?content=methods) ma, anche in questo caso, servirà poi trattare la sala per poter anche solo accendere il nostro sistema senza traumi.

Iniziamo quindi cercando i posizionamenti dei nostri diffusori di riferimento e del nostro punto d’ascolto nella sala vuota per poi comprendere come proseguire verso gli obiettivi di qualità che ci siamo prefissati.

Per posizionare il punto d’ascolto consigliamo di seguire la regola della sezione aurea (Golden Ratio) o regola del 38% formulata per primo dal progettista Wes Lachot, che rappresenta un ottimo punto di partenza.

La sezione aurea, la proporzione naturale che segue da sempre la civiltà umana e le sue visioni del mondo, è strettamente legata alla musica e alla propagazione del suono così come lo è con qualsiasi elemento della vita stessa, compresa la naturale crescita delle piante o la formazione delle galassie.

Tra esoterismo e realtà empirica, questa è una chiave davvero interessante per affrontare il mondo musicale. E’ anche inserita come un sigillo (pitagorico) in quasi tutte le bandiere degli stati presenti e passati: la stella è infatti l’unica figura geometrica che, quando è regolare e cioè formata dall’intersezione delle diagonali di un pentagono regolare, crea segmenti in esatto rapporto aureo tra loro.

Se utilizziamo questa proporzione per fissare il nostro punto di ascolto, individueremo il luogo di minor interazione delle risonanze modali, nel quale le basse frequenze risentono meno dell’influenza delle dimensioni della sala.

Se ci posizionassimo per esempio al centro esatto degli assi della sala (compresa l’altezza), saremmo in uno dei punti d’ascolto peggiori in quanto qui vengono ad incontrarsi i minimi di pressione acustica di tutti i modi assiali dispari, generando un suono percettivamente molto magro sulle basse frequenze.

Ogni punto d’ascolto andrà poi adattato spostandolo di qualche centimetro in avanti o indietro se necessario. Per verificare la risposta della vostra sala vi consigliamo il software RoomEq Wizard (http://www.roomeqwizard.com) che, oltre ad essere estremamente completo e completamente gratuito, vi consentirà di condividere con noi i risultati delle vostre analisi.

Nella regia dello studio di registrazione il nostro punto di ascolto sarà posizionato guardando il lato corto della sala in una posizione simmetrica rispetto alle due pareti laterali (non troppo: uno scarto di pochi centimetri è più che consigliabile); si prende quindi la misura del lato lungo della sala e lo si divide per 1,62 (dovremmo dire per 1,6180339887.. essendo la proporzione aurea un numero irrazionale).

Il risultato ci dà la distanza tra la parete di fondo e il nostro punto di ascolto che altro non è che un punto posto dietro la nostra nuca e dal quale partono delle rette immaginarie che si collegano al centro acustico delle sorgenti passando per le nostre orecchie.

Sembra difficile ma non lo è. Facciamo un esempio: abbiamo una sala lunga 5 metri e larga 4. Ci posizioniamo in modo (quasi) simmetrico rispetto al lato corto cioè a 2 mt circa tra le due pareti e calcoliamo 5 mt diviso 1,62 = 3,08 mt. Il nostro punto di ascolto sarà distante 3,08 mt dalla parete alle nostre spalle (= 1,92 mt dalla parete frontale al punto d’ascolto).

Questa regola è anche chiamata “regola del 38%” e prevede che la distanza venga presa dalla parete frontale moltiplicando la lunghezza per 38% (= 1,9 mt dalla parete frontale al punto d’ascolto).

Per quello che riguarda le sale con pianta quadrata, sicuramente la situazione non è delle più felici poichè alcune frequenze modali risuoneranno all’unisono, ma è sempre migliorabile anche se con un numero di trappole un po maggiore rispetto alle sale con pianta rettangolare. Uno modo interessante di affrontare la pianta quadrata è quello di posizionare il punto di ascolto verso uno degli angoli, ruotando di fatto il nostro setup di 45°: conviene sempre fare una prova in questo senso perchè si possono avere piacevoli sorprese.

Le sale con pareti inclinate non parallele, pur non presentando echi fluttuanti tra queste superfici, non sono in realtà immuni da colorazioni e vanno comunque trattate. Questo tipo di sale hanno oltretutto un comportamento poco prevedibile quindi se state per affrontare lavori in cartongesso o in muratura perchè avete trovato informazioni di questo tipo sui forum, prima di affrontare questa spesa della quale potreste poi pentirvi, contattateci per discuterne con noi: capiremo insieme se è realmente un vantaggio o meno per la vostra sala in base alle sue proporzioni.

Contattateci se avete dubbi o domande oppure compilate il modulo per la consulenza acustica gratuita per richiedere un progetto acustico personalizzato: saremo ben lieti di aiutarvi a compiere un passo fondamentale per la migliorare la qualità del vostro studio e di prenderci cura delle vostre passioni!